Por Andrea Ciprandi - 05/05/2012 - 07:45

Un aprile incerto

la marea 'millonaria'
la marea 'millonaria'

Aprile, mese tradizionalmente alterno nella meteorologia e di conseguenza negli umori, si è rivelato ricco di alti e bassi anche per il River.

Le cose erano iniziate malissimo. A Liniers, contro l'Atlanta, era arrivata la quarta sconfitta in campionato. Nell'ambito di una prestazione scialba, si è toccato il punto più basso col rigore (generoso) sbagliato da Cavenaghi quando i Bohemios erano già in vantaggio; il Torito ha poi aggravato le cose quando con l'ennesimo errore ha innescato un'azione avversaria che Ramiro Funes Mori ha potuto arginare solo con un fallo da espulsione. Peggio di Cavenaghi ha fatto il Chori e appena meglio Trezeguet, con Rogelio Funes Mori a cui non si poteva chiedere troppo visti i pochi minuti che è stato in campo nel finale: nel complesso, quindi, con prestazioni così deludenti era difficile che si potesse ricavare molto di più; addirittura impensabile che si replicasse il successo dell'andata, quand'era finita addirittura 7-1 e anzi se Vega non fosse stato in grande forma il rischio era che altrettanto nettamente si potesse perdere... Ovvia conseguenza di questa sconfitta le critiche all'attacco a tre tanto caro ad Almeyda sia in quanto tale che in ragione dei suoi interpreti. Il Beto Alonso, uno dei maggiori beniamini di sempre del River, ha sollevato dei dubbi sull'attitudine del Chori a ricoprire il ruolo di suggeritore; contemporaneamente hanno iniziato a girare voci circa la non accertata volontà del club di confermare Cavenaghi, tanto inquietanti quanto inspiegabili, ma certamente anche inopportune visto l'effetto nocivo sortito sulla tranquillità dell'attaccante e di conseguenza la sua efficacia. Unica nota positiva della giornata il pareggio dell'Instituto capolista, in conseguenza del quale il ritardo dalla vetta è stato limitato a quattro punti.

Già tre giorni dopo, contro il Quilmes per la Copa Argentina, è però arrivata la boccata d'aria fresca che serviva: 2-1 e qualificazione ai quarti in cui avversario sarà il San Lorenzo, squadra nel frattempo affidata proprio a Caruso dopo l'addio che questi ha dato ai Cerveceros. A San Juan, Almeyda ha confermato di non voler rischiare troppi titolari in questa competizione la cui conquista per quanto prestigiosa avrebbe molta meno importanza rispetto al ritorno in Primera Division. Schierata una formazione alternativa, i protagonisti della serata hanno comunque ripagato il tecnico con una prestazione nel complesso convincente contro una rivale diretta per la promozione (allora seconda a pari punti) e quindi di valore, che non sta patendo troppo il recente e improvviso cambio di allenatore. I gol di Trezeguet e Villalva (risollevatosi dopo il furto subito la settimana precedente) e prima di essi le ottime parate di Chichizola sono risultati determinanti per un'affermazione di misura. Assenti sia Cavenaghi che Alejandro Dominguez, ancora una volta si è fatto trovare pronto Rogelio Funes Mori. Altrettanto positive le prove a centrocampo di Cristian Ledesma e Cesar Gonzalez.

Tuffatasi di nuovo nel campionato con le sue insidie, contro l'Huracan la Banda ha ritrovato il successo (per 2-0) anche nelle competizione più importante. Non è arrivato il gioco, ma tre vitali punti sì. E per ottenerli Almeyda ha dovuto correggere in corsa la formazione tornando, fra l'altro, a schierare contemporaneamente Trezeguet, Cavenaghi e Alejandro Dominguez dopo che, in partenza, il francese era stato lasciato in panchina. Non che l'attacco abbia subito uno scossone, nonostante il Torito abbia chiuso la partita col suo 18esimo gol, ma di certo l'inserimento di Martin Aguirre e Cesar Gonzalez, scatenato sulla fascia, sono risultati ben più efficaci del 4-4-2 iniziale. Unico rammarico della giornata, la vittoria nel finale dell'Instituto che sarebbe quindi arrivato allo scontro diretto del fine settimana seguente sempre con un vantaggio di 4 punti, sufficienti a garantirgli il primato anche in caso di sconfitta.

E nonostante sia rimasto primo, l'Instituto è poi stato effettivamente battuto. Rimasti a secco due dei massimi cannonieri del torneo (Cavenaghi, che pure ha giocato molto bene, da una parte e Dybala dall'altra), il nono gol di Trezeguet dal suo arrivo ha dato la 16esima vittoria in campionato al River assicurandogli il secondo posto solitario nonostante il successo ottenuto anche dal Rosario Central. Convincente, la prestazione della Banda. In attacco il tridente caro ad Almeyda, in difesa una linea a quattro sempre attenta su cui è tornato a spiccare Maidana ma soprattutto, a centrocampo, l'apporto imprescindibile del Maestrico Gonzalez che nella sua prima partita da titolare ha dettato i tempi di una partita da incorniciare. Il Monumental un'altra volta stipato (ennesima dimostrazione di oceanico affetto per la Banda che ha indotto molti giornalisti sportivi d'Argentina a mettere in dubbio il mito ‘xeneize' della ‘mitad mas uno') è stata la giusta cornice di questo meritato trionfo, l'ennesimo elemento perfetto in una formula che a Nuñez tutti vorrebbero poter utilizzare fino a giugno.

Battuti i primi della classe, però, il River ha poi subito riperso terreno. Mentre l'Instituto era corsaro a Jujuy, i 'millonarios' hanno perso altri punti contro l'Aldosivi. A Mar del Plata è stato pareggio, col gol del Chori a cui hanno replicato i padroni di casa sugli sviluppi di un calcio piazzato in una delle pochissime occasioni che per la verità gli sono state concesse. Insomma, convincente la prova del 3-4-1-2 scelto per l'occasione da Almeyda (ottimo soprattutto Cirigliano in mezzo al campo), ma tant'è: 1-1 e vetta di nuovo più lontana, questa volta 3 punti. La vera nota negativa però è l'aggancio al secondo posto effettuato dal Rosario Central, per cui a maggio, il mese mariano, sarà davvero il caso di giocare ma anche pregare: dopo lo scontro diretto proprio col Central che lo chiuderà e per giunta si giocherà in trasferta, resteranno infatti appena tre partite e nove punti in palio. Poi, l'estasi o l'agonia di un altro spareggio.

 

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