Por Andrea Ciprandi - 30/01/2012 - 09:53

Superflop

Persi entrambi i Superclasicos estivi
Persi entrambi i Superclasicos estivi

I due Superclasicos della settimana appena conclusa sono stati i primi in cento anni di storia giocati coi due rivali in categorie diverse. Superfluo quindi sottolinearne l'importanza. Si trattava di eventi talmente delicati che si era anche ipotizzato di cancellarli per motivi di sicurezza pubblica da un lato e, per quanto si possa stentare a crederlo, di salvaguardia dell'onore dall'altro. L'apprensione maggiore, però, riguardava gli scontri che avrebbero potuto verificarsi tra le due tifoserie, alle quali è stato infatti imposto di raggiungere il Chaco, sede della prima partita, per vie diverse e ben distanti.

Alla fine non c'è stato alcuno scontro e col senno di poi viene da dire che i timori legati ai rischi a questa sfida avrebbero invece dovuto riguardare, almeno per quanto riguarda il River, le scelte poi fatte da Almeyda.

A Resistencia la Banda ha sofferto una sconfitta tanto netta quanto, di conseguenza, meritata. A compromettere le cose è stato innanzitutto il tecnico che, insolitamente ma nettamente, ha sbagliato formazione. Larghi in difesa ha schierato Vella ed Arano: il primo incapace di contenere l'autore delle due reti avversarie, il giovane Blandi, e il secondo rivelatosi un vero peso morto sia in copertura che in fase di proposizione. Considerato che il vantaggio 'xeneize' si è concretizzato già in apertura e che a metà del primo tempo il Chori Dominguez si è fatto incresciosamente espellere, una valida spinta sulle fasce sarebbe stata la necessaria alternativa a una manovra che per vie centrali ha fatalmente perso energia - tanto che nemmeno l'usuale apporto di Cirigliano, unico vero faro del centrocampo data l'assenza per infortunio di Ocampos, è bastato. E se si aggiunge la serataccia di Rogelio Funes Mori e Cavenaghi, che avrebbero addirittura potuto portare avanti i loro già in avvio e non hanno trovato maggiore lucidità nel corso dell'incontro, è presto detto come mai la partita è finita male. Dopo la sfuriata iniziale, evidentemente pianificata ma anche improduttiva, c'hanno provato anche Trezeguet e Rios, subentrati nella ripresa, ma lo squilibrio tattico era troppo evidente perché sparute e singole iniziative potessero raddrizzare la situazione.

Oltre alle polemiche legate alla formazione, a tener banco fin dall'immediato dopopartita è stata l'espulsione del Chori e la sua conseguente squalifica. Il rischio era che potesse compromettere anche il campionato, nel caso in cui le giornate di sospensione fossero state più di quattro. In attesa del pronunciamento definitivo dell'AFA, avrebbe comunque saltato la rivincita di Mendoza.

Conseguenza immediata della reazione scomposta di Dominguez sul campo, dopo la costrizione dei suoi a giocare tre quarti del primo Super con l'uomo in meno, è stato l'assetto tattico a cui Almeyda ha dovuto adattarsi per il secondo. Con tanti saluti all'idea del trio d'attacco costituito proprio dal Chori nel ruolo di rifinitore dietro a Cavenaghi e magari Trezeguet che, nel frattempo, era ogni giorno più vicino al raggiungimento della forma perfetta.

A Mendoza, quindi, le cose sono andate ancora peggio. La cosa migliore, i giocatori di entrambe le squadre l'hanno fatta prima di scendere in campo con una visita congiunta al locale Ospedale dei Bambini. La partita, invece, nonostante lo schieramento di tutti i titolari possibili, è stata giocata davvero molto male e gli avversari hanno portato a casa la vittoria sfruttando praticamente l'unica chiara occasione. A influire sulla prova negativa del River, già privo dello squalificato Dominguez e impossibilitato a schierare fin dall'inizio il convalescente Ocampos, l'infortunio nei primi minuti di Trezeguet e l'ennesima prova appannata di Rogelio Funes Mori, subentrato al francese e dimostratosi ancora una volta a disagio nella zona del campo dove invece dovrebbe risultare decisivo: davanti alla porta avversaria. Non meglio per la verità Cavenaghi, a cui però va dato credito per essersi già dimostrato in passato capace di reggere la pressione di un Superclasico e, anzi, anche di deciderlo. Per il resto, male anche la difesa nonostante il reinserimento di Abecasis e Diaz sulle fasce in sostituzione dei disastrosi Vella e Arano. Non ha convinto nemmeno Ponzio, da un errore del quale è scaturito il gol 'xenieize', e con lui Cesar Gonzalez. L'unico a dannarsi l'anima è stato Carlos Sanchez. Troppo poco.

Nel complesso, due sconfitte su quattro in fase di preparazione possono anche starci, ma come sono venute fa riflettere. Non bastano, per consolarsi, il pareggio a reti inviolate con l'Estudiantes né la netta vittoria sul Racing che è il candidato numero uno alla vittoria del prossimo Clausura. Ad Almeyda ora non resta che raccogliere i cocci e cercare di rimetterli insieme nei pochi giorni che mancano alla ripresa del campionato. L'appuntamento è fissato per domenica 5 febbraio sul campo dell'Almirante Brown e tanto per cominciare non ci sarà Trezeguet, a cui è stata diagnosticata una forte contrattura e che al di là della forza è sembrato essere il più regolare ed affidabile del momento. Molte delle aspettative per il nuovo semestre vanno così in fumo prima ancora che si cominci. Non resta che aspettare di vedere come andranno le cose. La penserà così anche Passarella, in vacanza in Europa?

 

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I due Superclasicos della settimana appena conclusa sono stati i primi in cento anni di storia giocati coi due rivali in categorie diverse. Superfluo quindi sottolinearne l'importanza. Si trattava di eventi talmente delicati che si era anche ipotizzato di cancellarli per motivi di sicurezza pubblica da un lato e, per quanto si possa stentare a crederlo, di salvaguardia dell'onore dall'altro. L'apprensione maggiore, però, riguardava gli scontri che avrebbero potuto verificarsi tra le due tifoserie, alle quali è stato infatti imposto di raggiungere il Chaco, sede della prima partita, per vie diverse e ben distanti.

Alla fine non c'è stato alcuno scontro e col senno di poi viene da dire che i timori legati ai rischi a questa sfida avrebbero invece dovuto riguardare, almeno per quanto riguarda il River, le scelte poi fatte da Almeyda.

A Resistencia la Banda ha sofferto una sconfitta tanto netta quanto, di conseguenza, meritata. A compromettere le cose è stato innanzitutto il tecnico che, insolitamente ma nettamente, ha sbagliato formazione. Larghi in difesa ha schierato Vella ed Arano: il primo incapace di contenere l'autore delle due reti avversarie, il giovane Blandi, e il secondo rivelatosi un vero peso morto sia in copertura che in fase di proposizione. Considerato che il vantaggio 'xeneize' si è concretizzato già in apertura e che a metà del primo tempo il Chori Dominguez si è fatto incresciosamente espellere, una valida spinta sulle fasce sarebbe stata la necessaria alternativa a una manovra che per vie centrali ha fatalmente perso energia - tanto che nemmeno l'usuale apporto di Cirigliano, unico vero faro del centrocampo data l'assenza per infortunio di Ocampos, è bastato. E se si aggiunge la serataccia di Rogelio Funes Mori e Cavenaghi, che avrebbero addirittura potuto portare avanti i loro già in avvio e non hanno trovato maggiore lucidità nel corso dell'incontro, è presto detto come mai la partita è finita male. Dopo la sfuriata iniziale, evidentemente pianificata ma anche improduttiva, c'hanno provato anche Trezeguet e Rios, subentrati nella ripresa, ma lo squilibrio tattico era troppo evidente perché sparute e singole iniziative potessero raddrizzare la situazione.

Oltre alle polemiche legate alla formazione, a tener banco fin dall'immediato dopopartita è stata l'espulsione del Chori e la sua conseguente squalifica. Il rischio era che potesse compromettere anche il campionato, nel caso in cui le giornate di sospensione fossero state più di quattro. In attesa del pronunciamento definitivo dell'AFA, avrebbe comunque saltato la rivincita di Mendoza.

Conseguenza immediata della reazione scomposta di Dominguez sul campo, dopo la costrizione dei suoi a giocare tre quarti del primo Super con l'uomo in meno, è stato l'assetto tattico a cui Almeyda ha dovuto adattarsi per il secondo. Con tanti saluti all'idea del trio d'attacco costituito proprio dal Chori nel ruolo di rifinitore dietro a Cavenaghi e magari Trezeguet che, nel frattempo, era ogni giorno più vicino al raggiungimento della forma perfetta.

A Mendoza, quindi, le cose sono andate ancora peggio. La cosa migliore, i giocatori di entrambe le squadre l'hanno fatta prima di scendere in campo con una visita congiunta al locale Ospedale dei Bambini. La partita, invece, nonostante lo schieramento di tutti i titolari possibili, è stata giocata davvero molto male e gli avversari hanno portato a casa la vittoria sfruttando praticamente l'unica chiara occasione. A influire sulla prova negativa del River, già privo dello squalificato Dominguez e impossibilitato a schierare fin dall'inizio il convalescente Ocampos, l'infortunio nei primi minuti di Trezeguet e l'ennesima prova appannata di Rogelio Funes Mori, subentrato al francese e dimostratosi ancora una volta a disagio nella zona del campo dove invece dovrebbe risultare decisivo: davanti alla porta avversaria. Non meglio per la verità Cavenaghi, a cui però va dato credito per essersi già dimostrato in passato capace di reggere la pressione di un Superclasico e, anzi, anche di deciderlo. Per il resto, male anche la difesa nonostante il reinserimento di Abecasis e Diaz sulle fasce in sostituzione dei disastrosi Vella e Arano. Non ha convinto nemmeno Ponzio, da un errore del quale è scaturito il gol 'xenieize', e con lui Cesar Gonzalez. L'unico a dannarsi l'anima è stato Carlos Sanchez. Troppo poco.

Nel complesso, due sconfitte su quattro in fase di preparazione possono anche starci, ma come sono venute fa riflettere. Non bastano, per consolarsi, il pareggio a reti inviolate con l'Estudiantes né la netta vittoria sul Racing che è il candidato numero uno alla vittoria del prossimo Clausura. Ad Almeyda ora non resta che raccogliere i cocci e cercare di rimetterli insieme nei pochi giorni che mancano alla ripresa del campionato. L'appuntamento è fissato per domenica 5 febbraio sul campo dell'Almirante Brown e tanto per cominciare non ci sarà Trezeguet, a cui è stata diagnosticata una forte contrattura e che al di là della forza è sembrato essere il più regolare ed affidabile del momento. Molte delle aspettative per il nuovo semestre vanno così in fumo prima ancora che si cominci. Non resta che aspettare di vedere come andranno le cose. La penserà così anche Passarella, in vacanza in Europa?

 

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